Sweet Potato Pie

Month

June 2010

Jun 30, 201058 notes
Jun 30, 20102 notes
#LOL all over
Jun 30, 201028 notes
#lollissimo
Jun 29, 2010
#comics #LOL FOREVER #music
Jun 29, 201026 notes
#lovelovelove #cinema

fastlive:

gravitazero:

Assolto Tartaglia, l’uomo che aggredì il premier: «Incapace di intendere e di volere».

Ma secondo me anche Tartaglia.

Jun 29, 201029 notes
#cinicLOL
La morte di Pietro Taricone → tuttofamedia.splinder.com

emmeintumblerland:

(via tuttofa)

parole che condivido in pieno. compresa l’idea che non ci fosse bisogno di dir(n)e niente.

Jun 29, 20108 notes
#condivisioni
Jun 29, 2010153 notes
#TV series #The Big Bang Theory
Jun 29, 201026 notes
#lolcats
“Taricone è stato sé stesso per 99 giorni, in tv; poi ha passato dieci anni a cercare di essere qualcosa di diverso, magari migliore. Non so se ci stesse riuscendo davvero. Quel che ho scoperto ieri, è che io tifavo per lui.” —leonardo (via kekkoz)
Jun 29, 201015 notes
Wonderful → menandtheirdogs.tumblr.com
Jun 29, 2010
“Quando c’è qualcuno a decidere per te è più comodo lamentarsi, ribellarsi, fare le vittime e sentirsi insoddisfatti.
Ed essere liberi, com’è? Sconvolgente come una nuotata in apnea rendendoti conto che non hai bisogno di respirare.”
—

More tears are shed over answered prayers than unanswered ones

St. Teresa of Avila

Jun 29, 201028 notes
Jun 28, 20103,441 notes
Play
Jun 28, 20107 notes
#cinema 2010
Jun 28, 201013,501 notes
#LOL all over
Jun 27, 201014 notes
#consigli
Jun 27, 2010
#hotness
Jun 27, 2010
#lolcats #MY lolcat
Jun 27, 20102 notes
#mare
Jun 27, 201031 notes
#Simona Siri
Le carabattole di Solitaire: Sorry boys, all the stitches in the world can’t sew me together again.... → solidair.tumblr.com

Carlito's Way



Sorry boys, all the stitches in the world can’t sew me together again. Lay down… lay down. Gonna stretch me out in Fernandez funeral home on Hun and Ninth street. Always knew I’d make a stop there, but a lot later than a whole gang of people thought… Last of the Moh-Ricans… well maybe not…

Jun 25, 20104 notes
#good old hollywood
Coppie al mare

blondeinside:

Lei: giovanissima, bellissima, biondissima, un fisico davvero spaziale. Lui: bassino, grassottello, stempiatello, Rolex al polso. Mi chiedo cosa li unisce, forse i soldi di lui?

L’ammore puro (e il Porsche nel parcheggio, I suppose)

Jun 25, 201017 notes
#condivisioni #cinicLOL
“Volevo essere una ballerina di tango; sono diventata un pugile che non riesce più ad abbassare la guardia.” —Fuck you.
Jun 25, 201029 notes
#condivisioni #amiche
“At a party at Stewart Granger and Jean Simmons’s house in Bel Air, the 26-year-old actor outdid himself in drinking and storytelling” —Party, Stewart Granger, Jean Simmons… questi sì che sono elementi per raccontare una storia. Nonchè il fondamentale “outdid himself in drinking”…
Jun 25, 2010
#Simona Siri #good old hollywood
“Alle nove di sera la grande piazza del municipio è vuota. Dalla finestra dell’ufficio del sindaco pendono le bandiere, una coppia esce dalla spaghetteria sotto i portici, un gruppo di ragazzi fuma fuori da un bar. C’è il silenzio dei paesi che entrano nell’estate aspettando i turisti, e l’aria fresca dell’ombra che arriva dalle colline e dai palazzi di mattoni piccoli e chiari. Su un marciapiede camminano tre donne, l’una al fianco dell’altra, con il golfino grigio infilato sulle spalle solide da vecchie contadine. Qualche passo dietro tre uomini, certamente i mariti, con le camicie a maniche corte, che parlano in dialetto, due con le mani raccolte e incrociate dietro la schiena, uno che gesticola piano spiegando chissà cosa. La coppia, sul lato opposto della piazza, li guarda e sorride. Senza prenderli in giro, ma con una specie di lontana e delicata invidia per quel che quelle sei persone sembrano essere, ed essere diventate.” —La vita vera.
Jun 25, 2010
#condivisioni
“Ora il signor Lippi, nel caso specifico, laggiù nelle tristi lande sudafricane, rappresenta non solo se stesso ed il suo mood umorale di maleducato antipatico, ma purtroppo, anche me e qualche dozzina di milione di altri italiani. Ne discende che lui, quella mano, per amore o per forza, l’avrebbe dovuta stringere comunque (o anche solo per contratto visto che lo pagano per quello) in quanto rappresentante momentaneo (fortunatamente momentaneo) di una intera nazione che si supporrebbe meno cafona di lui.” —Not in my name - ManteBlog (via cidindon)
Jun 25, 20103 notes
Jun 24, 201014 notes
#WTF
Jun 24, 2010
#lolcats
Jun 24, 20108 notes
#lol
Jun 24, 201015 notes
“Rammentiamo, nelle ore di vigilia della “decisiva” (questa l’abbiamo già sentito) partita con il Nemico Venuto dall’Est, sempre dall’Est, e nell’attesa dello squartamento di Marcello Lippi o della sue beatificazione “santosubito” i due articoli fondamentali della Costituzione Italiana Non Scritta: Art. 1) Ogni cittadino, senza distizione di sesso, religione, etnia, età, condizione sociale, ha il diritto di saltare sul carro del vincitore; 2) Ogni cittadino, senza distizione di sesso, religione, etnia, età, condizione sociale, ha il diritto di saltare giù dal carro del perdente.” —mentre l’Italia guarda la partita, io vorrei essere a spasso. Sono in ufficio, giustamente cazzeggio a little…
Jun 24, 2010
#vittorio zucconi
“Poi, un giorno, apriremo il capitolo di come le mie scelte fatte di impulso portino a disastri mentre quelle ben ragionate portino a disastri comunque.” —quartodisecolo (via eclipsed) (via tattoodoll)
Jun 24, 2010246 notes
#condivisioni
c'è un silenzio meraviglioso e non suonano i telefoni...

tattoodoll:

curiositasmundi:

nipresa:

Ma quanti punti di PIL ci costa, una partita “decisiva” della nazionale alle 16 di un giorno feriale?

Jun 24, 201019 notes
“E’ bello l’articolo della Costituzione però mi dispiace dirlo ma non è vero, non hanno tutti la stessa dignità: quelli che ne hanno di più se la devono ingoiare, quelli che ne hanno meno comandano per tutti.” —La felicità non è per tutti.
Jun 24, 20107 notes
#concita de gregorio
“name? Gold. Decor? Guess” —who are they talking about?
Jun 23, 2010
Jun 23, 20102 notes
#LOL all over
“Piergigi, guarda che i patti erano chiari anche prima, chi lavora viene pagato e ha diritto a straordinari, ferie e financo sciopero, sono diritti di base garantiti a chi ha un contratto da dipendente;” —ah ah ah, i diritti dei lavoratori
Jun 23, 2010
#vaffanculo #politicSHIT #cinicLOL
E basta...

… basta con questa mitologia di Colazione da Tiffany… è la storia di una zoccola, get it???

Jun 23, 2010
Jun 23, 2010215 notes
#puccipucci #puppies
«Berlusconizzami tutta»

coqbaroque:

zetterstrom:

scrip79:

Maria Stella Gelmini ha rilasciato, nei giorni scorsi, un’intervista a quell’organo di partito che è Il Giornale per spiegare il suo progetto di “berlusconizzare” la cultura, la scuola e l’università italiane. A parte i toni agghiaccianti e spaventosi che vi consiglio di leggere di persona, mitigati di tanto in tanto da un vago richiamo all’America (ma non ho mai sentito, là, parlare di “bushizzazione” o “obamizzazione” della scuola, cose che verrebbero viste con puro ribrezzo), vorrei farvi notare due cose:

1) la pericolosità delle parole del Ministro;

2) la sua totale ignoranza non solo di cosa sia la scuola, ma anche di cosa sia la cultura.

Andiamo con ordine. Perché le parole della Gelmini sono pericolose e gravi? Perché nella storia solo i regimi totalitari hanno tentato di creare una cultura ad immagine e somiglianza del leader massimo: era Mussolini che voleva fascistizzate l’Italia, erano i biechi dittatori comunisti che accettavano solo una cultura allineata alle idee del capo, era Hitler che voleva una “cultura pura”, cioè non sporcata dal nemico (lo straniero e l’ebreo). Sentir parlare di un progetto di “berlusconizzazione” portato avanti, di comune accordo, da più ministri dovrebbe far quindi venire i brividi a chiunque, dovrebbe ricordare il Minculpop, Goebbels e le purghe staliniane, ammesso e non concesso che la Gelmini sappia di cosa stiam parlando; ma non ho visto particolari levate di scudi, purtroppo.

Il fulcro del discorso lo vorrei però dedicare alle curiose scelte lessicali del Ministro. La Gelmini, infatti, afferma che il suo progetto consiste nello spazzar via dalla scuola “la retorica del pessimismo” propria della sinistra e sostituirla con l’ottimismo del buon Silvio. L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio, insomma: più in là di un paio di slogan coniati dal capo non sanno proprio andare. Al di là del fatto che un’egemonia della sinistra, sulla scuola, è tutta da dimostrare (la stragrande maggioranza dei miei professori, per dire, era tipicamente democristiana e nella mia carriera da insegnante ho conosciuto moltissimi colleghi usciti dai seminari e solo un paio dai circoli Arci), a colpirmi, però, è stato il termine “pessimismo”: ora, si può apprezzare o disprezzare la scuola, il suo funzionamento e i risultati che raggiunge, ma non capisco come la si possa definire pervasa da una retorica pessimista. Dove lo vede, la Gelmini, questo pessimismo? Al contrario, la scuola è per sua stessa natura ottimista: prende dei ragazzi immaturi, piuttosto ingenui e incerti e punta a farne delle persone adulte. C’è una grande speranza, un grande ottimismo nell’istituzione scolastica. Un ottimismo a tratti addirittura eccessivo, se consideriamo che spesso tutto il resto del mondo (famiglia, società, tv, mass media, politica) remano contro la maturazione intellettuale dei ragazzi.

Mi sono dunque chiesto: perché la Gelmini definisce la scuola “pessimista”, prendendo una cantonata così plateale? Semplice ignoranza, non conoscenza della stessa realtà di cui è referente? In parte sì: la Gelmini non ha mai manifestato un particolare acume e, se non fosse stato per il buon Silvio che l’ha promossa per ignoti meriti nell’Olimpo della politica, probabilmente farebbe ancora l’assessore di provincia. Il vero motivo, però, sta secondo me altrove: la Gelmini, che evidentemente possiede il lessico di un ragazzino delle medie, ha sbagliato termine. Ha detto che la scuola è “pessimista” ma intendeva “critica”, “disfattista”. In effetti era proprio questo il senso che voleva dare alla frase: Berlusconi è ottimista perché presenta sempre il lato positivo delle cose; la sinistra, invece, denunciando storture e ingiustizie, finisce per alimentare il pessimismo. Non è altro che una riproposizione del classico discorso berlusconiano contro Saviano: chi parla della mafia infanga il nome dell’Italia nel mondo; molto meglio star zitti e alimentare l’ottimismo, il “tutto va per il meglio”.

Come diventerebbe, allora, la scuola “berlusconizzata” che la Gelmini agogna? Sicuramente nei libri di storia mancherebbero l’omicidio Matteotti, le violenze fasciste, le leggi razziali e tutti gli altri eventi del Novecento che potrebbero rovinare il buon nome dell’Italia. Ma a questo punto cancellerei pure Nerone e Caligola, meglio non rischiare.

Di più: la filosofia sarebbe messa al bando. Visto che la filosofia è, essenzialmente, critica dell’opinione dominante, è chiaro come questa materia non faccia altro che alimentare un costante “pessimismo di sinistra” tra i poveri studenti, anche quando i filosofi studiati sono elitari e di destra come Platone o Nietzsche o santi della chiesa cattolica come Agostino di Ippona o Tommaso d’Aquino. D’altronde, il “pessimismo” o meglio la critica, al di là di quello che pensa la Gelmini, non è inquadrabile in una sola ideologia politica.

Ancora, i professori di latino, greco, matematica o fisica non potrebbero più correggere gli errori dei loro alunni: non bisogna evidenziare i difetti ma i pregi, non bisogna criticare ma elogiare, come ben sanno i padri della cultura berlusconizzata, da Bondi a Minzolini. E via così: non si analizzerà più il significato delle opere d’arte perché potrebbero contenere delle critiche sociali o politiche; in letteratura verrebbero tagliati un po’ tutti, da Dante a Verga, da Pirandello a Machiavelli perché tutti prima o dopo hanno avuto qualcosa da ridire sull’Italia o sugli italiani; magari pure in biologia non si parlerebbe più di malattie incurabili o genetiche, visto che in effetti, se in tre anni puntiamo a risolvere il problema del cancro, allora nulla è incurabile.

Insomma, la scuola berlusconizzata sarebbe una scuola in cui non si critica niente, né il passato né il presente e quindi, tantomeno, gli errori. Una scuola in cui s’impara solo ad apprezzare il presente, nascondendo la polvere sotto il tappeto; in cui non si critica mai ma si sorride sempre, in cui tutti sono felici perché tutti ignorano quello che non va. Una specie di grande spot televisivo della Nutella o della Coca Cola in cui tutti sorridono sempre e sono sempre in forma, senza spiegare quali porcherie ci siano dentro a questi prodotti. Sarebbe una scuola in cui non si fa scuola, in cui non s’impara nulla. Ma forse l’obiettivo è proprio questo.

Jun 22, 201042 notes
#politicSHIT
Jun 22, 2010132 notes
#lol
Jun 22, 201034 notes
#cinicLOL
Jun 22, 2010110 notes
Jun 22, 201011 notes
#mare #loldogs
Jun 22, 20104 notes
#NY style
Jun 22, 2010752 notes
#cinema #books
Jun 22, 201083 notes
#puccipucci #mare
Jun 22, 20107 notes
#comics #Garfield
Jun 22, 20102 notes
#comics #Garfield
Jun 22, 201011 notes
#mare
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